Ciao Giacomo

In punta di piedi com'è sempre stato. Se ne va uno degli ultimi fuoriclasse della pedata, animo nobile e tocco di raffinatezza celestiale. Giacomo Bulgarelli era di un altro pianeta, in questo calcio malandato sussurrava appena dialettiche dense di disquisizioni tecnico-tattiche dai microfoni dei commenti. E anche qui rimanevi impietrito dalla sua cortesia cadenzata e ascoltavi tutto con la voracità dei calciofili ante-litteram. Perchè Bulgarelli veniva di lontano, dal pane e salame dei campi dove l'ingordigia finanziaria e impositiva dei modelli attuali era ancora da venire, brumosa, e la bella arte del pallone sfornava uomini di storie e fragilità. Una bandiera Giacomino, uno che con l'eccellenza del tocco poteva aprirsi all'empireo del futbol. E invece restò a dettar profezia nella provincia emiliana quasi a cercar difese tra Garisenda e Asinelli. Ora le chiamano bandiere, sono pochine, un po' scolorite, vengono definite quasi rarità. Bulgarelli no, lui la coltivava la passione stanziale di chi ha solo da immergersi nelle realtà lontane e vivere un po' più in là del sogno, quando una maglia a striscie rosse e blu rappresenta confini di mondo e l'altro di mondo non interessa, quasi che debba rimanere isolato nei lustrini della sua magnificenza. Ciao Giacomo, difficile non incedere nella retorica, però mancherà quella semplicità innalzata a filosofia, mancherà la timidezza del sorriso, quando aprivi al mondo la tua grazia di esserci. Che Dio padre ti accolga con un pallone in mano.